Ricerca Osservatorio Smart AgriFood


Contoterzisti per portare l’innovazione oltre il 10% della superficie agricola

Aproniano Tassinari: «Con l’Albo Nazionale garantiamo responsabilità e competenze certificate per la transizione digitale»

MILANO, 4 marzo 2026 – Da nove anni, fin dalla sua fondazione, l’UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali) patrocina e sostiene i lavori dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia. In occasione del convegno annuale, UNCAI analizza i risultati della Ricerca 2025 per tracciare la rotta di un settore che deve passare rapidamente dalla fase di sperimentazione a una maturità strutturale.

Dopo la flessione del 2024, il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 torna a correre: nel 2025 ha raggiunto un valore di 2,5 miliardi di euro (+9%), riallineandosi ai record del 2023. La spinta arriva soprattutto dal software: i sistemi gestionali (Farm Management Information Systems - FMIS) segnano un +17%, mentre i sistemi di supporto alle decisioni (Decision Support Systems - DSS) crescono del 26%.

Tuttavia, l’adozione reale resta “al palo”: il 58% delle aziende agricole vive ancora un forte ritardo digitale e solo il 9% può definirsi “maturo”. Un divario preoccupante, aggravato dal fatto che solo il 21% delle imprese investirebbe in digitale senza il supporto di incentivi pubblici.

«I dati confermano che la tecnologia è disponibile, ma mancano le “gambe” per farla camminare su tutto il territorio», dichiara il Presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. «In un contesto segnato da nuovi fronti di guerra e dal rincaro di gas e petrolio, l’agricoltura non può più permettersi sprechi. Serve un modello che trasformi l’incertezza in solidità operativa. Questo modello è il contoterzismo: una rete professionale che permette anche alle piccole aziende di accedere a tecnologie che riducono i consumi di carburante e l’uso di input chimici, ottimizzando ogni singola operazione in campo».

Il “Servizio di Sistema” fornito dai contoterzisti rappresenta una risposta concreta alla recente relazione della Corte dei Conti Europea (09/2026), che segnala come lo strumento PEI-AGRI, nonostante un miliardo di euro stanziato, abbia prodotto poche innovazioni realmente adottate su larga scala.

«L’innovazione resta spesso chiusa nei laboratori perché manca l’interoperabilità», spiega Tassinari. «Proprio come nove anni fa, ancora oggi il vero limite non è far nascere una tecnologia, ma farla “parlare” con i macchinari e i gestionali già presenti in campo». Il contoterzista risolve questo problema alla radice: agendo su scala territoriale, integra sistemi diversi e li rende operativi. «Come suggerito da Nikola Trendov (FAO), l’agricoltura è site-specific: non serve un dato generico, serve una decisione agronomica ragionata che si adatti a quel preciso appezzamento. I contoterzisti sono gli interpreti professionali di questa trasformazione».

L’ultima sfida è quella della competenza. Gestire tecnologie complesse — dai droni all’intelligenza artificiale — richiede una professionalità che non può essere improvvisata. Dove c’è alta tecnologia, deve esserci responsabilità civile e tecnica.

«La nostra battaglia per l’Albo Nazionale degli Agromeccanici è una battaglia di civiltà tecnologica», conclude il Presidente UNCAI. «L’Albo non è burocrazia, ma un percorso che certifica le competenze e fissa regole chiare. Codificare la professione semplifica l’accesso all’innovazione per l’agricoltore, che può delegare a un esperto certificato non solo il lavoro meccanico, ma la responsabilità di gestire correttamente i dati e le risorse ambientali. Solo così il digitale smetterà di essere un lusso legato ai bandi e agli incentivi e diventerà una scelta di campo consapevole».



Data pubblicazione

04-03-2026

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