Caro Carburante, l'allarme dei Trebbiatori di Cuneo
Massimo Silvestro (Unione Trebbiatori): «Non escludere i contoterzisti da eventuali sostegni. L’agricoltura è pace, ma senza stabilità energetica è a rischio la sopravvivenza delle imprese e la sicurezza alimentare»
CUNEO, 5 marzo 2026 – L’escalation delle tensioni internazionali e il blocco strategico dello Stretto di Hormuz stanno scuotendo i mercati energetici mondiali, proiettando un’ombra sulle campagne della Granda e di tutta Italia. L’Unione Trebbiatori Cuneo (aderente a UNCAI) esprime profonda preoccupazione per l’immediato rincaro del gasolio agricolo: una fiammata che rischia di incenerire i già fragili margini delle imprese agromeccaniche.
Il Presidente dell’Unione di Cuneo, Massimo Silvestro, richiama con forza la memoria ai recenti shock energetici: “Non possiamo permettere che la storia si ripeta. Durante la crisi post-pandemica e lo scoppio del conflitto in Ucraina, il prezzo del gasolio agricolo subì impennate drammatiche, passando da 0,70 €/l a picchi superiori a 1,20 €/l (+70%). In quel frangente, i contoterzisti agirono con estrema responsabilità, assorbendo i rincari per non dare il colpo di grazia alle aziende agricole. Ma ricevemmo in cambio un’ingiustizia: il credito d’imposta del 20% varato dal Governo escluse gli agromeccanici per ben nove mesi. Un’assurdità sanata solo grazie al pressing di UNCAI. Oggi chiediamo che lo Stato non soffra di nuove amnesie”.
Per un contoterzista, il gasolio è la linfa vitale: rappresenta oggi il 30-35% dei costi totali di produzione, con picchi del 45% per le lavorazioni pesanti. Con le rotte verso Est compromesse e lo Stretto di Hormuz sotto scacco, anche l’approvvigionamento di fattori produttivi è al collasso. Negli ultimi quattro anni i prezzi si sono stabilizzati su livelli insostenibili: +49% per i concimi, +66% per l’energia, +40% per l’acquisto di trattrici di alta potenza, mietitrebbie e attrezzature e +22% per la manutenzione.
“L’aumento dei prezzi è già realtà — prosegue Silvestro — e sta compromettendo la sostenibilità delle nostre imprese. Siamo noi a garantire l’innovazione digitale in campo e il presidio del territorio contro le emergenze climatiche. Se si ferma il contoterzista, si ferma l’agricoltura moderna e razionale. Oggi un giovane che vuole acquistare una mietitrebbia deve investire il 40% in più rispetto a soli quattro anni fa. Se ogni volta che accende il motore il 35% dei suoi incassi finisce bruciato nel serbatoio, capite bene che non parliamo di profitto, ma di pura sopravvivenza”.
L'Unione Trebbiatori Cuneo, di concerto con UNCAI, lancia un appello preciso al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in vista delle prossime riunioni della Commissione di allerta rapida: il ripristino immediato del credito d’imposta per l’acquisto di carburante agricolo all’interno del DL Bollette in fase di conversione: l’inclusione esplicita delle imprese agromeccaniche (codice ATECO 01.61.99) fin dal primo giorno, riconoscendo il loro ruolo di principali utilizzatori di mezzi energivori per la collettività.
In un mondo segnato dai conflitti, il settore agromeccanico rivendica il proprio ruolo sociale. Qualsiasi interruzione nelle forniture di gas e petrolio si traduce in un aumento del “carrello della spesa” per i cittadini. “L’agricoltura è pace — conclude Massimo Silvestro — perché produrre cibo significa stabilità. Ma non ci può essere pace se le imprese che lavorano la terra sono lasciate sole. Servono misure straordinarie per proteggere la produttività e la dignità del lavoro nei campi”.