Caro-gasolio: - 86 milioni in un solo mese


Caro-gasolio: l’agricoltura perde 86 milioni in un solo mese

Il Presidente Tassinari: «Se a marzo, mese di bassa attività, l’aggravio è già di 86 milioni di euro, cosa accadrà con le semine e i raccolti? Serve il credito d’imposta per i contoterzisti»

ROMA, 20 marzo 2026 – I numeri non mentono e delineano uno scenario di emergenza nazionale per l’agricoltura italiana. Secondo le analisi condotte da UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali) sui dati del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), l’impennata speculativa del gasolio agricolo, arrivato a toccare quota 1,45 €/litro, sta drenando risorse vitali dalle imprese a un ritmo insostenibile.

Considerando un consumo stimato per il comparto agricolo nel mese di marzo pari a 104.000 tonnellate (circa 124,8 milioni di litri), l’aggravio dei costi rispetto a soli 21 giorni fa è vertiginoso.

«A un prezzo di 0,76 €/l, la spesa per il carburante nel mese di marzo sarebbe stata di circa 95 milioni di euro — spiega il Presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari —. Con il balzo attuale a 1,45 €/l, le imprese si trovano a pagarne oltre 180 milioni. Parliamo di 86 milioni di euro in più in un solo mese, peraltro in uno dei periodi dell’anno meno dispendiosi dal punto di vista dei consumi. È un’ipoteca sul futuro delle semine e sulla sicurezza alimentare del Paese».

UNCAI rivolge un appello urgente ai Ministri Adolfo Urso (MIMIT), Francesco Lollobrigida (MASAF), Gilberto Pichetto Fratin (MASE) e Antonio Tajani (Esteri) affinché intervengano prima che la stagione entri nel vivo.

«Se non mettiamo ora uno scudo alla speculazione — prosegue Tassinari — con un tetto massimo di prezzo o un fondo di compensazione dinamica, nei mesi di picco operativo tra maggio e luglio assisteremo a un default di massa delle imprese agromeccaniche. Ribadiamo la necessità del credito d’imposta al 20%, che deve però includere obbligatoriamente i contoterzisti (codice ATECO 01.61.99). Siamo noi a gestire oltre il 60% delle lavorazioni nazionali: se il Governo ignora chi consuma la maggior parte del carburante, fallirà l’intero tentativo di calmierare i prezzi agricoli».

L’analisi UNCAI si inserisce in un quadro già critico, dove i costi energetici hanno letteralmente divorato i margini del settore. I dati ISTAT certificano infatti che nel triennio 2022-2024 il settore ha subito un aggravio complessivo di 6,5 miliardi di euro per le voci energetiche (carburanti, elettricità, lubrificanti) rispetto alla spesa media del decennio 2010-2021. Con il gasolio che oggi sfiora l’euro e mezzo, la stabilità economica dell'intera filiera agroalimentare è più che mai appesa a un filo.



Data pubblicazione

20-03-2026

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