Caro-gasolio


Caro-gasolio: UNCAI chiede coerenza normativa

Tassinari: «Il credito d’imposta segua le regole del gasolio agevolato fissate nel 2001»

Roma, 15 aprile 2026 — L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali (UNCAI) interviene nel dibattito sul caro-energia proponendo una soluzione tecnica per superare le criticità del recente Decreto Carburanti (DL 42/2026). Dinanzi a un prezzo del gasolio agricolo che resta stabilmente sopra 1,40 euro al litro (oggi 1,50), l’associazione chiede che l’accesso ai benefici fiscali sia armonizzato con le disposizioni vigenti e con le direttive europee.

UNCAI suggerisce al Governo di riformulare il requisito di accesso al credito d’imposta del 20%, facendo esplicito riferimento ai soggetti beneficiari del gasolio agricolo agevolato, già individuati dal D.M. 14 dicembre 2001 n. 454 e dalle tabelle ettaro-coltura, definite nel 2002 e aggiornate nel 2015. «Non c’è bisogno di inventare nuove definizioni che rischiano di creare esclusioni ingiuste o, al contrario, di concedere aiuti a chi non ne ha diritto», spiega il Presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. «Basta seguire il solco delle norme che da anni disciplinano la materia, includendo correttamente i contoterzisti come operatori professionali della filiera e offrendo un criterio certo per i quantitativi, l’ettaro-coltura».

Seguendo questa impostazione, il provvedimento risulterebbe allineato alle indicazioni dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato, garantendo che l’agevolazione sia strettamente legata alla lavorazione dei terreni e alla produzione agricola primaria.

UNCAI rileva come, nelle recenti audizioni ministeriali sul tema del gasolio agevolato, siano state interpellate esclusivamente le organizzazioni agricole. «Si tratta di una materia che riguarda le associazioni agricole solo in parte», sottolinea Tassinari. «I contoterzisti sono i principali utilizzatori tecnici del carburante agevolato in Italia. Escludere la nostra categoria dai tavoli di confronto significa ignorare la realtà operativa dei campi».

L’associazione segnala che le speculazioni sui prezzi verificatesi nelle prime settimane del conflitto hanno aggravato un quadro già critico. Le eventuali sanzioni comminate per queste pratiche potrebbero costituire una fonte di risorse da destinare al settore agricolo e agromeccanico, con misure di sostegno strutturali, valide per l’intera stagione agraria e non limitate a interventi mensili.

UNCAI chiede inoltre che, accanto al credito d’imposta, vengano previste garanzie pubbliche a favore delle banche che finanziano le imprese agromeccaniche per l’acquisto di carburante. Il gasolio agricolo costa oggi il 70% in più rispetto a inizio anno e il credito d’imposta, fruibile solo in compensazione e con mesi di ritardo, impone alle aziende un’esposizione finanziaria difficile da sostenere. Le imprese più piccole si trovano spesso ad acquistare il gasolio a piccoli lotti, a seconda della liquidità disponibile. Per dare un ordine di grandezza: una piccola impresa agromeccanica stima di spendere quest’anno circa 15.000 euro in più rispetto al 2025 per il solo carburante; per le aziende di maggiori dimensioni, il differenziale può arrivare a 400.000 euro.

L’associazione auspica una maggiore apertura da parte del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, convinta che solo un confronto che includa tutti gli attori della meccanizzazione possa portare a misure efficaci, strutturali e prive di intoppi burocratici. «Siamo pronti a fornire il nostro contributo tecnico per rendere il credito d’imposta uno strumento realmente fruibile da chi, ogni giorno, garantisce con il proprio lavoro la produttività e l’innovazione dell’agricoltura italiana», conclude il Presidente di UNCAI.



Data pubblicazione

14-04-2026

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