Studenti francesi in visita


La formazione che manca non è nei libri. È in campo

Dalla Francia al Veronese: i droni e l’agricoltura 4.0 uniscono gli studenti europei nell’Azienda Aprili-Moratello

VERONA – Non è stato il solito scambio culturale tra i banchi di scuola. Il suono dei motori, il ronzio dei droni che solcano il cielo e il profumo della terra smossa hanno fatto da cornice a una giornata speciale per due classi di studenti francesi, ospiti dell’azienda agromeccanica di Valeria Moratello e del marito ad Graziano Aprili, a Nogarole Rocca, nel cuore del Veronese.

Un ponte ideale che ha unito la Mayenne francese e la pianura scaligera, reso possibile dalla preziosa mediazione di Adina, la traduttrice che ha permesso a due mondi agricoli di dialogare e confrontarsi su un terreno comune: quello dell’innovazione tecnologica.

I protagonisti della visita sono stati gli studenti della MFR La Pignerie di Laval, un’eccellenza della formazione agricola d’oltralpe. Divisi tra futuri esperti in pilotaggio di macchine ad alta tecnologia e conduttori di mezzi agricoli, i ragazzi (tutti tra i 17 e i 20 anni) hanno trovato nell’azienda Aprili-Moratello lo specchio esatto della loro futura realtà lavorativa. “L’obiettivo di questo viaggio era scoprire altri metodi di lavoro in un contesto europeo”, spiega il professor Guy Franck Fourcroy, formatore presso la MFR La Pignerie. “Visitare un’azienda contoterzista italiana era fondamentale, perché è esattamente la struttura in cui lavora la maggior parte dei nostri apprendisti in Francia. I ragazzi sono rimasti colpiti dall’integrazione del GPS e della gestione delle particelle, ma la vera sorpresa sono stati i droni”.

Per gli studenti francesi, molti dei quali già in possesso della certificazione europea di pilota di drone, vedere come l’azienda veneta utilizzi queste tecnologie per la semina, l’irrorazione e la mappatura dei suoli ha rappresentato un valore aggiunto. “Confrontare le nostre pratiche con quelle di un contoterzista italiano così avanzato”, conclude Fourcroy, “è stata una lezione che nessun libro avrebbe potuto impartire con la stessa efficacia”.

L’accoglienza di delegazioni straniere è ormai una piacevole consuetudine per l’azienda di Aprili-Moratello, ma quest’anno la visita ha acceso una riflessione più profonda sul futuro della professione agromeccanica in Italia.

Valeria Moratello, presidente di ConfaVerona (aderente a UNCAI), crede fermamente che il modello della “scuola in campo” debba diventare un pilastro per l’intero settore.

Ricevere questi ragazzi ogni anno è per me un orgoglio e una conferma”, dichiara Valeria Moratello. “Vediamo nei loro occhi la fame di imparare la tecnologia applicata. Ma la mia visione va oltre: immagino una formazione agromeccanica tra pari, che parta dal basso. Non servono solo lezioni teoriche, serve che gli imprenditori agromeccanici si aprano l’un l’altro”.

Il progetto proposto dalla presidente di ConfaVerona è quello di una rete di scambio dinamica: “Dobbiamo organizzare visite guidate dove un imprenditore mostra a un collega come gestisce l’azienda, come ottimizza l’uso delle macchine, come affronta le sfide quotidiane. È così che si costruisce e si amplia una cultura imprenditoriale comune: parlando la stessa lingua, quella del lavoro, della macchina e della gestione concreta. La formazione che ci serve non è nei libri, è nei campi, e nasce dal confronto diretto tra chi questo mestiere lo vive ogni giorno”.

La giornata si è conclusa con uno scambio di sguardi d’intesa tra studenti e titolari, sotto lo sguardo attento di Alina e tra le foto ricordo davanti ai giganti d’acciaio dell’azienda. Resta la consapevolezza che, se il futuro dell’agricoltura passa per la digitalizzazione e la sostenibilità, il cuore pulsante di questo cambiamento resta l’uomo – o meglio, l’imprenditore – capace di fare rete, superando i confini nazionali e quelli del proprio campo.


 



Data pubblicazione

17-04-2026

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