Roma, 6 luglio 2026 - Un contributo concreto e immediatamente operativo per il nascente Piano Nazionale di Ripristino della Natura. È la proposta lanciata oggi da UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali) ai Ministeri dell’Ambiente (MASE) e dell’Agricoltura (MASAF), attualmente impegnati con il supporto tecnico di ISPRA nella definizione del piano attuativo del Regolamento UE 2024/1991.
Al centro della proposta della Unione Nazionale dei Contoterzisti c'è l'affidamento della desigillazione dei suoli agricoli e periurbani dismessi alle imprese agromeccaniche professionali, realtà già capillarmente attrezzate per interventi di movimento terra, bonifica e ripristino ambientale.
"Da tempo un numero crescente di nostri associati mette a disposizione mezzi e competenze storicamente impiegati in agricoltura per interventi di recupero e sistemazione del territorio", dichiara il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. "Non chiediamo di essere ascoltati per principio, ma perché abbiamo già in campo, letteralmente, le macchine e le professionalità che questo obiettivo richiede".
La neutralità del degrado del suolo è tra gli obiettivi esplicitamente richiamati dal Regolamento UE 2024/1991. L'Italia dovrà trasmettere il proprio Piano Nazionale alla Commissione Europea entro il 1° settembre 2026, includendo un'analisi specifica del rapporto tra ripristino ecologico e degrado del suolo. In questo quadro, restituire una funzione produttiva ed ecologica a fabbricati rurali dismessi, piazzali agricoli abbandonati e aree periurbane sigillate rappresenta una misura a basso costo di implementazione, perché si appoggia su una filiera di imprese già operativa sul territorio, capillare, e non richiede la creazione di nuove strutture.
UNCAI intende sottoporre questa proposta ai tavoli tematici che i ministeri competenti, insieme a ISPRA e CREA, stanno organizzando nel mese di luglio con i portatori di interesse, in particolare nell'ambito degli ecosistemi agricoli di competenza MASAF.
"Non è un tema che riguarda solo l'edilizia o le grandi opere di rigenerazione urbana", aggiunge Roberto Scozzoli, direttore tecnico UNCAI. "Riguarda anche — e forse soprattutto — quel tessuto minuto di aree agricole e rurali dismesse che nessun grande operatore ha interesse a trattare, ma che le nostre imprese già conoscono, perché è il territorio in cui lavorano ogni giorno".
Per UNCAI si tratta dell'ennesima dimostrazione che la categoria degli agromeccanici professionali non è un soggetto passivo da tutelare, ma un alleato operativo fondamentale per le politiche ambientali del Paese. Si tratta della stessa logica propositiva con cui l'associazione ha già affrontato i temi dell'agricoltura di precisione, delle tecniche di spandimento a basse emissioni e della filiera del biometano.
"Siamo un alleato che garantisce lavoro dignitoso e di qualità, con opere eseguite a regola d’arte in modo efficiente ed efficace", conclude il presidente Tassinari. "Ed è proprio per interventi delicati come quelli di ripristino ambientale che le istituzioni hanno bisogno di partner operativi in grado di garantire le competenze per eseguirli. E questo, i contoterzisti agromeccanici professionali, lo sono già".