La sentenza n. 13264/2026 del TAR del Lazio, che ha annullato il “Monitoraggio dei costi medi di produzione in agricoltura – raccolto frumento 2025” predisposto da ISMEA, non mette in discussione i dati elaborati dall’Istituto, ma il procedimento con cui sono stati costruiti. Secondo il Tribunale, un atto destinato a orientare il mercato deve essere formato garantendo la partecipazione di tutti i soggetti portatori di un interesse qualificato.
La nuova elaborazione rappresenta quindi un’opportunità per rafforzare il monitoraggio, non soltanto sotto il profilo procedurale, ma anche sotto quello tecnico. L’obiettivo non dovrebbe essere costruire un dato semplicemente più condiviso, bensì un dato più robusto, fondato sul maggior numero possibile di informazioni direttamente rilevate.
È in questa prospettiva che UNCAI chiede di essere coinvolta nel nuovo percorso.
Una parte rilevante delle operazioni che determinano il costo di produzione del grano – dalla preparazione del terreno alla semina, dai trattamenti fitosanitari alla raccolta fino al trasporto – viene oggi affidata alle imprese agromeccaniche. Quando queste lavorazioni sono svolte in conto terzi, il loro valore economico non deriva da stime o imputazioni teoriche, ma da contratti, listini e fatture. Si tratta quindi di una delle componenti del costo di produzione maggiormente documentabili e verificabili.
A differenza del singolo produttore agricolo, inoltre, l’impresa agromeccanica opera ogni anno su centinaia, talvolta migliaia di ettari appartenenti ad aziende diverse. Questa posizione le consente di osservare e confrontare i costi effettivi delle lavorazioni in contesti produttivi differenti, mettendo a disposizione del monitoraggio una base informativa ampia, omogenea e direttamente rilevata sul mercato dei servizi agromeccanici. Un patrimonio di dati che può contribuire a rendere più rappresentativa e statisticamente solida la ricostruzione dei costi di produzione.
Per questo motivo il contributo delle imprese agromeccaniche non consiste nell’introdurre una nuova voce di costo, ma nel migliorare la qualità della sua rilevazione. Acquisire anche questa fonte informativa significa ridurre il ricorso a ricostruzioni indirette e rafforzare l’affidabilità complessiva del monitoraggio.
Il ruolo delle imprese agromeccaniche, inoltre, non si esaurisce nel rapporto con l’azienda agricola. La qualità industriale del grano dipende infatti anche dall’esecuzione delle lavorazioni nei tempi corretti, dalla precisione della semina, dall’efficacia dei trattamenti, dalla tempestività della raccolta, dalla riduzione delle perdite e dalla tracciabilità delle operazioni svolte. Si tratta di elementi che incidono direttamente sul valore della materia prima destinata alla trasformazione e che costituiscono parte integrante della competitività dell’intera filiera cerealicola.
Per questo UNCAI non intende entrare nel confronto tra organizzazioni agricole e industria molitoria sulle conseguenze della sentenza. Ritiene però che il nuovo monitoraggio debba descrivere con la massima fedeltà possibile come si forma il costo reale del grano. Più il dato sarà costruito sulla base di informazioni direttamente osservabili, minore sarà il rischio di contestazioni e maggiore la sua autorevolezza.
«La questione non è aggiungere una voce al tavolo, ma aggiungere dati al monitoraggio. Le imprese agromeccaniche dispongono di informazioni tecniche che possono rendere più accurata la ricostruzione dei costi di produzione del grano. Se l’obiettivo è costruire un dato realmente affidabile, queste informazioni non possono restare fuori dal processo di rilevazione», dichiara il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari.
UNCAI chiede pertanto a ISMEA e al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste di includere le organizzazioni rappresentative delle imprese agromeccaniche tra i soggetti chiamati a partecipare alla ricostruzione del monitoraggio, mettendo a disposizione il patrimonio di dati raccolti dalle proprie imprese sulle principali lavorazioni cerealicole affinché il nuovo monitoraggio possa fondarsi su informazioni sempre più complete, verificabili e rappresentative della realtà produttiva.