Lettera aperta a G Meloni


Credito d'imposta sul gasolio agricolo, UNCAI scrive a Meloni:
l'esclusione delle imprese agromeccaniche è incoerente con il DM 454/2001

Il presidente di UNCAI Aproniano Tassinari scrive alla Presidente del Consiglio chiedendo un intervento che ristabilisca la coerenza dell'ordinamento tra il D.M. 454/2001 e la disciplina del credito d'imposta sul carburante agricolo introdotta dalla legge 113/2026: l'attuale esclusione delle imprese agromeccaniche produce effetti economici anche sulle aziende agricole che ricorrono ai loro servizi

Roma, 5 agosto 2026 – «Non chiediamo un privilegio: chiediamo che lo Stato applichi a se stesso la coerenza che la legge già prevede.» È questo il messaggio centrale della lettera aperta che il presidente di UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali), Aproniano Tassinari, ha inviato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere che anche le imprese agromeccaniche possano beneficiare del credito d'imposta sul gasolio agricolo.

Nella lettera Tassinari ricorda che il DM 454/2001 individua da oltre vent'anni le imprese agromeccaniche tra i destinatari del gasolio agricolo agevolato per le lavorazioni svolte in conto terzi in favore di aziende agricole non sufficientemente meccanizzate, distinguendole dalle imprese agricole autonome che ne beneficiano per le sole attività svolte in conto proprio. Secondo UNCAI, la conferma dell'esclusione nella legge n. 113/2026 interrompe la continuità dell'impianto normativo delineato dal D.M. 454/2001, che individua invece le imprese agromeccaniche tra i destinatari del gasolio agricolo agevolato. 

Il presidente di UNCAI richiama inoltre il precedente della regione Sicilia che, nel recente intervento di ristoro dei maggiori costi del carburante, ha incluso anche le imprese agromeccaniche, mantenendo continuità con il sistema di assegnazione del gasolio agricolo agevolato disciplinato dal D.M. 454/2001. Secondo l'associazione, ciò dimostra che è possibile evitare una frattura tra la disciplina del gasolio agricolo agevolato e quella del credito d'imposta senza alterarne le finalità.

Per UNCAI, l'esclusione delle imprese agromeccaniche dal credito d'imposta non penalizza soltanto i contoterzisti, ma finisce inevitabilmente per gravare anche su migliaia di aziende agricole che si affidano ai servizi agromeccanici, soprattutto per le lavorazioni più energivore e ad alta intensità di meccanizzazione. Una misura nata per compensare l'aumento del costo dell'energia rischia così di trasferire una parte dei maggiori costi proprio sulle imprese agricole che il legislatore intendeva sostenere. 

L'associazione osserva inoltre che il rapporto tra imprese agromeccaniche e aziende agricole è fondato sulla collaborazione e sulla fiducia reciproca. Per questo gli aumenti tariffari, pur giustificati dal rincaro del gasolio, sono difficili da trasferire integralmente e finiscono per alimentare tensioni in un rapporto che rappresenta uno dei punti di forza dell'organizzazione produttiva dell'agricoltura italiana. 

Nella lettera aperta Tassinari ricorda infine il ruolo svolto dalle circa 8.200 imprese agromeccaniche professionali italiane, che consentono alle aziende agricole di accedere a una meccanizzazione avanzata, contribuiscono alla permanenza dell'attività agricola nelle aree rurali e rappresentano il principale veicolo di diffusione delle tecnologie di precisione e delle innovazioni ambientali. 
UNCAI chiede quindi al Governo un intervento che ripristini la continuità con il D.M. 454/2001, eliminando una disparità di trattamento che, secondo l'associazione, finisce per penalizzare non solo le imprese agromeccaniche ma anche molte aziende agricole. 

La lettera si conclude con un appello alla Presidente del Consiglio: «Mettere ordine in questo settore non è un favore che chiediamo: è un atto di buon governo che Le chiediamo di compiere».

IN ALLEGATO LA  LETTERA:



Data pubblicazione

05-08-2026

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