Quindici progetti, oltre 2,2 milioni di euro di investimenti e 863 mila euro di contributi regionali. Sono i numeri del terzo bando promosso da Regione Lombardia per sostenere l’innovazione delle imprese agromeccaniche e ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni con un uso più efficiente delle risorse naturali. I 15 progetti finanziati provengono da Mantova (5), Brescia (4), Cremona (4) e Lodi (2).
Con il nuovo intervento salgono a 40 i progetti finanziati attraverso i tre bandi regionali dedicati alle imprese agromeccaniche dal 2021 a oggi, per circa 3,1 milioni di euro di contributi regionali. Una continuità che, secondo UNCAI, assume un significato che va oltre la singola misura finanziaria. “La Lombardia sta costruendo una politica agricola nella quale l’impresa agromeccanica professionale viene riconosciuta per quello che realmente è: un soggetto economico e tecnologico della filiera, capace di trasferire innovazione alle aziende agricole e di incidere concretamente sull’efficienza nell’uso delle risorse”, sottolinea il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari.
Il bando regionale in tecnologie e processi innovativi finalizzati alla riduzione delle emissioni, alla sostenibilità delle lavorazioni e a un uso più efficiente delle risorse naturali andava in una direzione coerente con la funzione che le imprese agromeccaniche svolgono sul campo: attraverso macchine, attrezzature, competenze e organizzazione professionale, possono portare su una pluralità di aziende agricole tecnologie che una singola impresa non sempre avrebbe la possibilità di acquistare e utilizzare autonomamente.
“È particolarmente significativo – prosegue Tassinari – che l’assessore Alessandro Beduschi parli degli agromeccanici come di operatori fondamentali nella filiera agricola, il cui percorso di innovazione è al servizio delle imprese agricole, delle aree rurali e dell’ambiente. È esattamente il salto culturale che UNCAI sostiene da anni: non si può chiedere all’agricoltura di diventare più efficiente, digitale e sostenibile senza coinvolgere pienamente chi, ogni giorno, realizza materialmente una parte rilevante delle lavorazioni”.
La Lombardia è stata la prima Regione italiana a varare un albo regionale delle imprese agromecaniche e, coerentemente, a impostare un percorso specifico di sostegno agli investimenti ambientali delle imprese agromeccaniche. Il primo bando risale al 2021, seguito da quello del 2023 e dall’attuale intervento 2025. La continuità delle misure ha consentito di consolidare una politica che lega innovazione delle macchine, riduzione delle emissioni e competitività delle lavorazioni conto terzi.
Per UNCAI, il tema assume oggi un valore ulteriore alla luce della recente emergenza legata al rincaro dei fertilizzanti. “La sfida non è soltanto spendere meno fertilizzante, ma usare meglio ogni unità di nutriente. La precisione della distribuzione, il rateo variabile, la conoscenza delle caratteristiche del terreno e delle esigenze della coltura sono strumenti attraverso i quali l’innovazione agromeccanica può contribuire concretamente a ridurre sprechi e dipendenze”, osserva Tassinari.
In questo quadro si inserisce anche la posizione espressa dall’assessore Beduschi sulla necessità di proseguire in Europa la battaglia per ottenere la parificazione del digestato ai fertilizzanti chimici. Per UNCAI, il tema è strategico perché mette insieme economia circolare, zootecnia, gestione dei nutrienti e riduzione della dipendenza da input di origine esterna. “La fertilizzazione del futuro non può essere soltanto una questione di prezzo del sacco di concime – aggiunge Tassinari –. Deve riguardare la capacità dell’agricoltura di diversificare le fonti di nutrienti, valorizzare il digestato, aumentare la precisione delle distribuzioni e utilizzare meglio le risorse disponibili. In questo percorso gli agromeccanici possono essere un’infrastruttura tecnologica diffusa sul territorio”. È questo, secondo UNCAI, il valore della politica avviata in Lombardia: non contrapporre produttività e sostenibilità, ma utilizzare l’innovazione per perseguirle insieme.
“Apprezziamo quindi – conclude Tassinari – il cammino intrapreso dalla Regione. La vera novità non sono soltanto i contributi messi a disposizione. È il fatto che gli agromeccanici siano riconosciuti, responsabilizzati e coinvolti nella strategia agricola regionale. La Lombardia sta dimostrando che una transizione ambientale ed energetica efficace si costruisce insieme alle imprese che possiedono macchine, competenze e capacità organizzativa per portarla nei campi. È una strada concreta, e anche sulle sfide dei fertilizzanti la categoria è pronta a percorrerla”.