Lettera a Maf e Masaf


Carburanti, UNCAI: contoterzisti esclusi dagli aiuti. «Al fianco degli agricoltori nelle mobilitazioni in tutto il Paese»

L’associazione chiede a Giorgetti e Lollobrigida un incontro urgente e la revisione della platea dei beneficiari del credito d’imposta. «Il sostegno deve considerare la funzione del carburante, non soltanto chi lo acquista»

Roma, 19 ottobre 2026 – UNCAI chiede al Governo di rivedere la platea dei beneficiari del credito d’imposta sui carburanti agricoli, includendo le imprese agromeccaniche professionali, e sollecita un incontro urgente con i ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. In una lettera inviata oggi ai due ministri, l’associazione evidenzia una disparità di trattamento che penalizza i contoterzisti e di fatto riduce i benefici degli aiuti destinati alle aziende agricole.

Il tema torna al centro del confronto parlamentare sul decreto-legge n. 162/2026, nell’ambito del quale l’emendamento 1.019 propone di estendere il credito d’imposta fino al 31 dicembre 2026 e di innalzare il limite di spesa a 300 milioni di euro. La misura, tuttavia, continua a escludere le imprese agromeccaniche, nonostante il loro ruolo essenziale nell’esecuzione delle lavorazioni in campo.

Secondo le stime delle imprese associate a UNCAI, le tariffe delle lavorazioni conto terzi sono aumentate fino al 22%, a seconda dell’operazione. Rincari che attenuano, e sovente vanificano, l’effetto del sostegno pubblico agli agricoltori e mettono ulteriormente sotto pressione soprattutto le aziende di piccole e medie dimensioni.

«Il credito d’imposta aiuta le aziende agricole che possono svolgere direttamente le lavorazioni, ma esclude quelle che, per necessità o scelta organizzativa, si affidano ai contoterzisti. Il risultato è una disparità che penalizza proprio una parte degli agricoltori che la misura intende sostenere», afferma il presidente UNCAI, Aproniano Tassinari.

Trebbiatura, semina, raccolta e trinciatura richiedono macchine sempre più tecnologicamente avanzate e costose. Le imprese agromeccaniche mettono a disposizione, soprattutto delle piccole e medie aziende agricole, mezzi, competenze e organizzazione, sostenendo investimenti e consumi significativi di carburante.

«Non chiediamo privilegi, né sosteniamo che estendere il credito d’imposta ai contoterzisti non abbia costi. Chiediamo che questi vengano quantificati e che si valuti una soluzione equa, fondata sui consumi effettivi e sul contributo delle imprese agromeccaniche al mantenimento delle superfici agricole e al conseguimento della produzione», sottolinea Tassinari. «Escludendo le imprese agromeccaniche, il credito d’imposta disattende proprio il criterio che lo giustifica: se il sostegno deve seguire la funzione del carburante, la qualifica del soggetto dovrebbe passare in secondo piano».

«L’obiettivo non è contrapporre agricoltori e agromeccanici, ma fare in modo che le risorse pubbliche sostengano davvero l’intero sistema produttivo agricolo», conclude Tassinari. UNCAI si dichiara disponibile a un confronto con il Governo per individuare una soluzione sostenibile sul piano finanziario, amministrativo e normativo. In assenza di risposte concrete, l‘associazione continuerà a far sentire la voce dei contoterzisti e a sostenere, come e al fianco degli agricoltori, le iniziative di mobilitazione che attraversano il Paese. Perché chi lavora la terra e chi mette a disposizione i mezzi per farlo condividono le stesse difficoltà e hanno interesse a difendere insieme il futuro dell’agricoltura.

 

 



Data pubblicazione

19-10-2026

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